Germana una donna in cerca di marito
Video notevole, notevole è l’interprete …. notevole sono anch’io che l’ho pubblicato….tempi comici azzeccati, testo sottile, elegante, raffinato, deve averlo scritto lei…. trasuda sano umorismo femminile, quello che non ha Littizzetto, dal momento che i suoi testi televisivi per una buona parte vengono scritti da M. S…..
Piero Marrazzo, insieme ci mettiamo la faccia
Piero Marrazzo racconta in questo suggestivo filmato come diminuire la produzione di rifiuti …… la chiosa finale del filmato, mentre guarda la telecamera è la seguente: “insieme ci mettiamo la faccia”….
Quando le battute nascono da sole ….
http://www.youtube.com/watch?v=XGBh3uACjt4&feature=player_embedded
Luciana Littizzetto e l’evoluzione della patatina in tv
Che la Rai ha perso sex appell … non è una novità…è arrivato il sexy austerity. Ed ecco il risultato: dagli streep di RosaFumetto degli anni 80 a quelli del nuovo millenio di Luciana Littizzetto….
Che vita da cani essere italiani
Cronacacca…. delle ultime 72 ore
Berlusconi telefona a Ballarò e si scaglia contro le toghe rosse …..
Il presidente della regione Lazio si dimette sotto scacco dei trans …
Veltroni resuscita e proclama: Un suicidio rifluire nel socialismo …
Allora, riassumendo i problemi dell’Italia di questi giorni sono 3: le toghe rosse, i trans e il socialismo….
C’è ancora qualcuno che ha il coraggio di dire che la commedia all’italiana è finita da un pezzo?
Presi per il meteo….
Lo giuro, non mi sono mai fidato del tempo… del tempo come spazio geometrico e temporale, c’è chi dice che il tempo cancella tutti i mali, sbianchetta le nevrosi delle nostre vite, non ne sono mai stato particolarmente convinto. In fondo il tempo è un’appendice verso la quale possiamo al massimo garantire la nostra solare impotenza, è lui il sovrano e noi i suoi sempiterni sudditi. Verso le previsioni del tempo, al contrario, qualche granulare affidamento l’ho sempre fatto, in fondo l’uomo è stato sulla Luna, almeno così ci dicono, la bellezza di 40 anni fa. Saranno in grado di dirci che tempo farà da qui a due giorni? Era venerdì 29 Maggio, la succulenta prospettiva di un lungo ponte da trascorrere sulla riviera romagnola, consulto tutti i siti meteo immaginabili e tutti garantiscono per i giorni seguenti un tempo parzialmente nuvoloso a tratti soleggiato, ma quel che conta niente pioggia. Detto fatto, se il Sabato il sole è stato il comprimario e a tratti protagonista della giornata, la Domenica e il Lunedì sono stati funestati da una persistente e “neurologica”. Tutti i siti di meteorologia che ho consultato in rete hanno preso un colossale granchio, sempre che non si voglia essere maliziosi …. chissà, forse dare notizie di brutto tempo è assai inopportuno per gli amanti spendaccioni dei lunghi ponti.
L’odissea delle casse fai da te al supermercato
Indovinello:
Se entri in un supermercato a fare la spesa, chi sei? Un cliente…. non solo, ora anche cassiere. Per noi pigri si è infranto l’ultimo tabù. Riepilogo della mia giornata balneare di ieri, dopo quattro bracciate, una camminata sul bagnasciuga, con leggera grigliata al naso, ecco la spesa alla Coop. Riempito il cestello come un buon consumatore che si rispetti, tra futile, meno futile e “quasi indispensabile” come la carta igienica, mi avvicino quatto quatto alle casse, un po’ stanco, ma sempre con lo sguardo dell’uomo che non deve chiedere mai. La sindrome “briatorica” mi colpisce solo tutte le volte che indosso le infradito con un paio di ore di sole sul coppino…. Uno sciame di gente si è raggruppata in prossimità delle casse per i cestelli, mentre le restanti casse tradizionali sono affollate da altri clienti con i carrelli a loro volta surgelati dai tanti surgelati ospitati dentro. Escludendo la presenza di Miss Italia o di miss muretto in prossimità delle casse da cestello, scartata anche qualche altra ipotesi meno ludica, noto subito che la ragione di tale assembramento è dovuta al fatto che si tratta di casse automatiche, fai da te. Azz… così, punto le mie infradito nella direzione delle casse automatiche e aspetto non troppo pazientemente il mio turno. Ora, è notoria la poca disponibilità degli italiani a pagare le tasse, ed anche in quelle automatiche del supermercato i malesseri non sono da meno. C’è il cliente al quale il lettore ottico della cassa non legge il codice a barre del pane, quello che ha difficoltà con il pos, un turista francese che non sa nemmeno come muoversi davanti alla tastiera e due povere addette che scorazzano tra le otto casse automatiche come due suorine della Croce Rossa in un ospedale militare. Dieci minuti e arriva il mio turno, appoggio il formaggio sul lettore, attendo solo qualche istante per accertarmi che è stato letto il codice e il sistema si blocca invitandomi a ripetere l’operazione. Chiedo soccorso alla “suorina”, la quale gentilmente mi risparmia due schiaffi e mi sollecita ad essere più rapido altrimenti il sistema si blocca. Ah.. quindi oltre a fare il cassiere devo anche essere rapido, magari passare il mocio nei dintorni… rassettare qua e là. Quanto sono lontani i tempi in cui si diceva che il cliente ha sempre ragione, ora anche per fare il cliente bisogna proprio sudarsela… mentre la ragione è finita nelle periferie di un buon senso comune.
Lettera ai piccioni della zona sud di Milano
Ho sempre pensato tutto il male possibile dei piccioni. L’albero della cattiveria che cresce dentro di me ha sempre trovato soave giovamento ad ogni paternale che riversavo contro i piccioni, truculenti e malcapitati ospiti del mio balcone. Credo dipenda da quell’infeconda signora del piano di sopra, sposata alla gerontofila abitudine di scuotere la tovaglia dal balcone e si sa… la sfiga è cieca, ma la gravità ci vede benissimo. Proprio la sempiterna legge della gravità ricovera quasi ogni giorno qualche briciola di pane sul mio balcone, così da farla diventare un succulento pranzetto per questi infingardi volatili metropolitani. A loro non pare vero, questo personaggio ci odia e al tempo stesso ci lascia del cibo, amore e odio di un ornitologo suo malgrado. Ecco, dal momento che non so se passate anche per la blogosfera, nel caso, ci tengo a dirvi che non sono io a offrirvi il mio sostentamento, bensì è l’inquilina del piano di sopra che riversa tutto il suo patume amoroso al balcone sottostante. Mi fareste altresì cosa gradita se la gratificaste, anche di quel poco che siete in grado di fare, perché le mie parole per dissuaderla a poco sono servite. Confidando nella vostra “precisione” mi permetto di segnalarvi che il balcone della suddetta è quello del sesto piano con i gerani e il tendone verde. Con quel po’ di gratitudine che mi è rimasta vi porgo il deterrente dei miei cordiali saluti.
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