L'officina dell'outsider

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Il secondo tragico kabaret della follia

Dialoghi surreali e surrenali

Da dove vuole iniziare? Com’è stata la settimana?
E’ aumentata la temperatura…. Non so più dove metterla, non ho spazio nell’armadio e non ho un fratello che mi assomiglia, avevo una sorella ma ci siamo persi di vista durante una manifestazione sindacale di un’azienda che fa burrocacao.
L’umore com’è stato nel corso della settimana.
Mandorlato, ho sempre avuto un umore mandorlato, ho scoperto che l’unico modo per essere di buon umore è quello di aggiungergli delle mandorle, non occorre essere bravi in cucina, se vuole le spiego la ricetta…
Dopo magari, ora mi parli di sua moglie.
Non è un po’ tardi per toccare un argomento femminile, domani mattina devo alzarmi presto. Con mia moglie ho un rapporto “gattolico”, lei mi chiama micio e io la chiamo micia, cristianamente parlando si intende. Ed è strano tutto questo perché io nella vita ho fatto la prima colazione molto prima di fare la prima comunione. Poi con mia moglie ho sperimentato la comunione dei beni e tante altre posizioni del kamasutra, anche se le devo confessare che alla fine di tutto sia io che mia moglie rimaniamo convinti ognuno delle proprie opinioni, quali non è dato sapersi.
Da quanti anni siete sposati?
Sono contento di poter rispondere a questa domanda, amo i numeri, il nostro è un matrimonio ortogonale e non solo perché ci siamo sposati in campagna, 9 anni, siamo sposati da 9 anni, non so quanto faccia in kg di matrimonio….  Ma sono 9 anni se non ha da cambiare.. Perché non ho spicci.. Se l’avessi saputo non c’è un bancomat in zona?
Non credo e il suo rapporto con il denaro?
Molto liquido, si è liquefatto nel “sorso” del tempo. Ogni volta che ho del denaro tra le mani sento sempre la necessità di voler cambiare… abito, ma anche stile di vita, lavoro, commercialista. Il denaro è sinonimo di cambiamento, anche chirurgico, identitario, anche del posto di guida.
C’è un luogo particolare dove vorrebbe essere in questo momento?
Sotto la doccia, sotto il monte Rosa, sotto una macchina a riparare la pompa dell’olio, sotto sotto il mio vero sogno è quello di sentirmi asciutto dentro e non avere mai mani libere. Ho fatto del muovere le mani una ragione di vita, perlomeno di quella che mi appartiene.
Crede in Dio?
Dio solo lo sa….  Io credo in Diosololosà, Diosololosà è il mio unico Dio. Diosololosà è lui che ci ha dato la vita, si è sacrificato per noi, insomma ci ha dato tanto, per questo chi crede in lui ha sempre le mani occupate….
Non ha figli?
No perché non abbiamo ancora trovato un’università nella quale iscriverli. Nella vita e non solo bisogna sempre pianificare tutto, io non vado neanche al bagno se prima non guardo la mia agenda e non sbaglio mai un colpo. Sarà che tra le cose più care c’è la mia carabina…. La precisione e la puntualità prima di tutto, mia moglie ha avuto un ritardo solo un Mercoledì, se pensa a quanti Mercoledì ci sono in un anno….A dir la verità secondo me ci sono troppi Mercoledì, tutto sommato  la nostra media non è male. Comunque, a proposito di precisione, vado spesso al poligono, andrei anche al Pentagono se solo avessi un passaporto americano, nonostante la mia passione per la geometria quelli del Pentagono sono riusciti a fare quadrato attorno a me. Non so come abbiano fatto perché era finito il gesso…
Lei e sua moglie avete molti amici?
L’amicizia è un valore, andrebbe quotata in borsa, ma io amo troppo i numeri per tradirli con gli amici. Usciamo di casa più volte di quanto la casa esce nei nostri discorsi, in generale parliamo un po’ di tutto fuori di casa, si sa, il silenzio è degli innocenti per questo io ammetto sempre la mia colpevolezza ma solo sotto giuramento… se fuori piove.
Rimpianti?
Se il terreno è ancora fertile e ho una vanga a portata di mano perché no, normalmente sono molto diffidente, mi guardo sempre attorno perché purtroppo tutto è sempre a portata di ano e non si sa mai quello che può succedere. Le previsioni del tempo non dicono mai abbastanza e i satelliti sono troppo mammoni e corrono sempre dalla mamma a fare la spia.
Come si sente quando è in compagnia con altri?
Quando sono in compagnia di amici mi trovo sempre la pressione e me la provo anche, sono una persona ordinata e i valori devo dire che sono sempre nella norma, dopodichè cucino un piatto di spaghetti alla norma ci bevo sopra un bicchiere di vino. In compagnia sto bene, quando sono solo, quando sono solo…quando sono solo, quanto sono solo…
Che cosa sogna ultimamente?
Sognare è una parola grossa, io la scriverei con un carattere più piccolo, per osmosi mi immedesimo molto nelle parole che dico, spesso solidarizzo con loro, le ascolto e se hanno bisogno di qualche buona parola o di spiccioli mi presto volentieri, naturalmente poi mi restituisco. Sogno spesso di viaggi low cost.
Sarà perché sta leggendo libri di viaggi.
Credo dipenda dal fatto che vado a dormire con la carta di credito elettronica sul comodino.
Sessualmente si sente soddisfatto?
E’ un momento difficile per tutti, ho da poco ordinato una camera da letto usata in decine di set di film porno, io ero un po’ scettico se ordinarla su E-bay o meno, ma mia moglie ha insistito, fallo, fallo, fallo e così….
Ha mai tradito sua moglie?
Il mio senso dello Stato è troppo forte….  L’orgoglio di appartenere a questo paese, a questo popolo, fiero, orgoglioso, il mio senso del dovere, il mio senso dell’onore, il mio senso… i miei sensi…
Prova mai sensi di colpa?
Nei tratti di strada a senso unico alternato, quando alterno dalla parte sbagliata. Sono un tipo alternativo dall’umore altalenante quando mi trovo in un parco giochi, per il resto sono molto parco nei consumi, amo il verde anche agli incroci e quando sono di umore nero dipingo la mia vita e i colori se sono al guinzaglio, non mi fanno paura.
Anche per oggi il nostro tempo a disposizione è terminato.
Lei sa sempre che era ora…. e ora è ora? Non ho mai capito che ore sono, prima che sia troppo tardi. Che ore sono quando è troppo tardi? Che ore sono quando è troppo presto? Queste sedute mi lasciamo sempre addosso tante domande, qualcuno può venire a darmi una mano a spostarle?

Il kabaret della follia
di
Gianluca Parravicini

Dicembre 14, 2008 Pubblicato da goolook | Il kabaret della follia | , , , , , , | Ancora nessun commento.

Il kabaret della follia

Dialoghi surreali e surrenali……

Odio i concetti, le frasi puerili, gli accademici di lungo corso, i sonnambuli e il quarzo….
C’è dell’altro?
C’è sempre dell’altro….. C’è sempre qualcosa che non ti appartiene che ti porti addosso….
Per esempio?
Le tasche, ricovero coatto per mani momentaneamente in disuso. Magari ci trovi anche chiavi, kleenex, apparati testicolari vari…..
Odio tutte le penombre, le assenze, i ritardi, anche quelli mestruali, odio le giustificazioni posticce e i tampax.
Mi parli un po’ di lei… che bambino è stato?
Sono stato un allievo bambino, bambino non lo sono mai stato, mi è mancata la vocazione, l’ho cercata tante volte nella cartella ma non l’ho mai trovata. Per un periodo ho odiato tutti quelli che si chiamavano Aldo perché mi ricordano la mia “aldolescenza” Devo dire che Odio anche i fan della fanciullezza, la mia infanzia è stata solo una ciulezza…..
Com’è stata?
Ho avuto un’infanzia di taglia 38, mia madre era sarta, la mia infanzia l’ho vissuta nei centimentri delle sue stoffe, ogni tanto per riposarmi appoggiavo la testa tra una tacca e l’altra dei centimetri….. Si chiamava Filomena.. mia madre, Filo per gli amici, mio padre si chiamava Agostino, Ago per chi lo conosceva da molto, molto vicino. Ago e Filo… lei capisce che infanzia mi hanno cucito addosso, quando lo racconto tutte le mattine al conducente della filovia stenta a credermi, non solo perché la mattina mangio aglio.
Lei parla con il conducente della filovia?
Tutte le mattine, il resto della giornata lo devolvo in beneficenza alla televisione, nonostante tutto ho un animo sensibile, lo curo il mio animo, faccio risciacqui tutte le sere, per evitare effetti collaterali.
Torniamo alla sua adolescenza.
Volentieri, ma già vuole tornare? Io ho con me l’abbonamento….  sa non esco mai senza.. Al massimo mi dimentico di uscire, ma non dal bagno, quando vado di corpo per me è come andare in fabbrica, sa, di indole sono stitico, anche se sono iscritto al sindacato. L’adolescenza è sbarcata dentro di me verso i 13 anni nel 1983, senza gps non le deve essere stato facile trovarmi, perché poi io non sono uno di quelli che lascia impronte digitali in giro, non faccio tardi la sera, al massimo tira tardi solo la mia digestione poi quando la sento rientrare a casa e ruttare tiro un sospiro di sollievo oltre che lo sciacquone. Così l’adolescenza ha piantato una bandiera, suppongo cucita da mia madre, dentro la mia carne viva e per me sono stati dolori. Ci alzavamo tutte le mattine alle 7, lei si svegliava un po’ prima, la si poteva vedere anche da lontano….dalle coperte spuntava una certa protuberanza…. era la bandiera dell’adolescenza che faceva colazione latte e biscotti.
Cioè si spieghi meglio!
Odio i concetti, le frasi puerili, gli accademici di lungo corso, i sonnambuli e il quarzo….
Capisco….
Come appunti della mia adolescenza tengo sempre qualche cofanetto di brufoli.
Continui
L’altra sera l’ho aperto e ne ho schiacciato uno. Certo i brufoli di oggi hanno una scheda grafica migliore… con il bluetooth i brufoli della fronte possono comunicare con quelli sul mento, all’epoca tutto avveniva a livello manuale.
Qual è il ricordo più bello della sua infanzia?
Un ricordo…. Oddio dove ho messo il ricordo, credevo di averlo portato… lo porto la prossima volta, però anche lei perché non me lo ha ricordato prima… Ogni volta che mi ricordo quasi mi commuovo, non mi faccia commuovere e non mi guardi negli occhi quando siamo seduti vicino non è buona educazione, se lo ricordi.
Cosa, a non guardare negli occhi?
Appunto… dico, a prendere qualche appunto, giusto per ricordarsi le cose, vedo che lei non prende appunti.
Dovrei?
Se le dico ci vediamo domani mattina lei non si fa un appunto?
No, me lo ricordo…
Ah.. Quindi lei non fa uso di appunti. Io magari mi dimentico di farmi un caffè, ma non dimentico mai di farmi un appunto, a volte lo prendo al bar, a volte a casa, mi piace prendere qualche appunto dopo cena.
E quando rilegge i suoi appunti?
Io non rileggo mai i miei appunti… e come si permette di farmi una simile domanda, cosa vuole insinuare!! Io alla mia età dovrei anche mettermi a rileggere i miei appunti, cosa mi ha preso per un deficente?!!
Cosa sente dentro di lei?
Un H….La cosa è complicata… Vede, io spruzzerei un po’ di H sulle previsioni di tempo, del mio tempo interiore, tempohhhh, le sente tutte queste H, lo capisce cosa ho dentro di me, ho tante H dentro di me e non so come fare per liberarmene. Sento dentro di me ribollire tutte queste H, ho provato ad andare da un dermatologo, ma non ha capito di H di questo mio problema…..
Io la sto ascoltando
Oltre ad ascoltarmi cos’altro sta facendo?
L’ascolto.
Mi ascolta e oltre ad ascoltarmi mi ascolta anche…..  Come riesce a fare 2 cose contemporaneamente, magari adesso vuole andare anche da qualche parte
Non devo andare da nessuna parte.
Eh.. il traffico, caro affitti, la capisco, io con tutte le H che mi porto dentro non ho di questi problemi, sarà perché sono un tipo ordinato e preciso, ho fatto il servizio militare con il grado di coerente.
Cosa l’ha fatto decidere di andare in analisi?
Una storia lunga, andrebbe forse lavata in lavatrice per farla ritirare un pochino ….comincerei a dirle che è stato il destino.. E non lo dico perché non voglio prendermi le mie responsabilità, è che le ho già a casa le responsabilità, altre non me ne servono, non ho spazio dove metterle. Vede io stavo scendendo le scale, avevo portato mio suocera e mia moglie dal medico del piano di sopra, dicevo scendevo le scale, due ragazzini si stavano rincorrendo… all’improvviso uno di loro è scivolato, mi è venuto addosso in quel mentre la porta del suo studio si è aperta e io sono caduto dentro. Poi la sua segretaria mi ha fatto accomodare, mi ha offerto un bicchiere d’acqua, mi ha visto provato e mi ha detto che lei mi avrebbe ricevuto subito. Ecco perché mi trovo qua. Se il destino avesse preso l’ascensore ora non mi troverei da lei…invece con la sua voglia di volersi mantenere in forma. Io glie l’ho detto al destino, guarda che non hai più l’età per fare certe cose, ma lui….non mi da retta. Anzi ora che sono da lei mi darà anche delle rette da pagare.
Capisco, mi dispiace doverle dire che il tempo della seduta di oggi è scaduto
NNN… non avevo letto l’etichetta. Peccato, Se vuole le presto un po’ del mio di tempo a lunga conservazione, non faccia complimenti, il mio tempo è di quello buono, senza aromi e conservanti.
Mi dispiace, ma non posso, devo vedere tra poco un altro paziente..
Lei vede troppi pazienti amico, ha fatto un controllo oculistico, da quale distanza riconosce un paziente in stampelle?faccia attenzione agli eventi, si copra, non dia confidenza agli sconosciuti se non hanno il resto da darle. Ad ogni modo faccia come me… io farò come lei perché anche loro faranno come noi e sono convinto che anche essi faranno come voi e se proprio qualcuno non ha niente da fare mi chiami e se non avrò niente da dirgli almeno gli avrò fatto fare qualcosa…

testi di

Gianluca Parravicini

Novembre 29, 2008 Pubblicato da goolook | Il kabaret della follia | , , , , , | Ancora nessun commento.