Mondo cabaret – Autore testi cabaret -

E-book: Fate cabaret, grazie!

Presentazione

 Come definirmi? “Anarco…autore” quarantenne, milanese di nascita, se fossi un calciatore direi che ho militato per tanti anni a Milano, per poi essere ceduto a titolo definitivo alla provincia romagnola, precisamente nella bassa Romagna, ancora più nel dettaglio nella provincia di Ravenna, per gli amanti della geografia e dei cazzi altrui, preciso che si tratta di Faenza. La mia militanza nella scrittura comica ha avuto il suo battesimo nei lontani anni 90, epoca nella quale andavo a casa di Umberto Simonetta per imparare il mestiere di autore. Gli anni successivi sono serviti per disimpararlo, perché i giochi più belli sono quelli che si possono anche smontare e rimontare quando si vuole. Scrivere un testo comico in fondo è un lavoro che si basa principalmente sul gioco, sul divertimento corrosivo che si matura verso la vita e verso gli altri. Questo libro non ha la presunzione di voler insegnare nulla, è semplicemente una raccoglitore di consigli per cabarettisti in erba e senza pusher…. 

 La prima volta che una persona ha riso di una mia battuta non la ricordo, ricordo l’ultima volta che questo è successo, però tutto questo non è funzionale al libro e vabbè passiamo oltre. Lo so, non è un buon inizio per un libro, però francamente poco mi importa dei buoni inizi, del resto anche nella storia del cabaret, quando mai gli inizi sono stati buoni? Far ridere non è difficile, è difficile far ridere stando in piedi su un palco per almeno 10 minuti 10,20,30,10,200 persone sedute prospetticamente ai vostri piedi. Difficile non è porgere una battuta ma saperla caricare al punto giusto. Si può imparare la tecnica e il manierismo con il quale preparare la battuta, ma la faccia, il taglio dello sguardo, l’intonazione della voce, la rappresentatività di tutte queste azioni non si imparano, sono figlie della spontaneità e dell’attimo che le fotografano. Il cabaret si nutre di spontaneità molto più che delle battute necessarie a strappare una risata. Se il pubblico non accetta la vostra persona difficilmente accetterà il vostro personaggio, vaselina permettendo. Occorre subito pensare che il cabaret è un lavoro, far divertire la gente è un mestiere nel preciso momento nel quale voi siete in piedi e della gente sta seduta a guardarvi. Come per tutti i mestieri occorre saperci fare, conoscerne i segreti, le trappole in tutte le loro forme. Mai confondere la simpatia con il cabaret, perché se un cabarettista può essere una persona simpatica, una persona simpatica non è detto che debba fare cabaret. Vogliamo dire che la simpatia per un cabarettista è una medicina, a volte serve, soprattutto quando il pezzo è un po’ debole. Ma chi è veramente il cabarettista? Che cosa si nasconde dietro il suo personaggio? Quando un cabarettista funziona? Quest’ultima domanda è facile, un cabarettista funziona quando scopa almeno 4 sere a settimana con una ragazza appena conosciuta. Il cabarettista è un animale onnivoro, si nutre di tutto quello che lo circonda, osserva tutto e tutti, perché spesso è proprio dalla realtà circostante che può trarre la materia prima per i suoi sckech. Cabarettisti si nasce? Andiamoci piano… La comicità nasce spontanea, è solo il cabarettista che va concepito….    Il libro cercherà di rispondere a tutte queste e a molte altre domande che nascono spontanee o portate dalla cicogna.

 

ottobre 1, 2011 - Pubblicato da | Il kabaret della follia | , ,

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