L’italico opportunismo e l’italico sospiro
Quattro passi nella pineta di Pinarella alle 10 di mattina e i tavoli in legno della stessa diventano merce rara, quasi introvabile. Sugli stessi vi sono riposti thermos, borsoni termici, avvolti in qualche simpatica tovaglia, così da certificare l’occupazione dell’agreste tavolo dalla prima mattina fino all’ora di pranzo. Dove sono i commensali? Semplicemente adagiati sulla limitrofa spiaggia a cuocere
al sole, avendo già provveduto all’appropriazione del confortevole spazio in pineta, i pensieri e le itineranti preoccupazioni finiscono per sciogliersi nella calura agostana. Cosa resta da fare allo sventurato turista, magari non più giovanissimo che avrebbe piacere di accomodarsi a metà mattina, con il giornale o le parole crociate in uno
di questi tavoli, per sfuggire al sole? Alzare bandiera bianca… sempre che tale gesto non gli costi troppa fatica visto la temperatura, oppure, infervorarsi per l’italico tribale opportunismo, alzare i tacchi delle infradito e italianamente sospirare ….
La musica lirica nel cocktail del divertimento in via Gramsci a Milano Marittima
La riviera romagnola abbassa i decibel arriva la lirica, tuonava un giornale Sabato, ebbene sì, nel ventre pulsante ed economico di Milano Marittima, in quella Via Gramsci così scolpita nella dimensione del divertimento si è compiuto il battesino per la musica lirica. Patrocinata dal comune rivierasco e dalla casa editrice Utet si è realizzato questo surreale esperimento musicale e non solo.Quale buona occasione per ritagliarsi uno spazio e osservare l’evento nell’andirvieni ormonale di una via mai sazia e mai doma di decibel, birra, cocktail e qualunque altra forma di orinale frastuono. La gente così solitamente distratta, affaccendata nel mostrare abbronzature e tatuaggi, esprimeva, talvolta sguardi di vivo stupore, qualche “ingellato” sghignazzava accompagnando la musica con striduli suoni gutturale, altri trascinavano la loro viva indifferenza verso qualche meta sedentaria della zona, altri ancora si fermavano incuriositi ad ascoltare melodie magari udite e sparpagliate nella memoria lontana. Attorno al palco dove si esibivano i cantanti Raffaella Battistini e Francesco Malapena il pubblico più appassionato e affamato di musica, caldo negli applausi scroscianti non solo per la calura agostana. Le conclusioni personali non possono che fare capolinea alla fermata della surrealtà, che spesso per le situazioni iniziatiche è l’ingrediente principe per definire e marcare un evento. Credo che sarebbe irriguardoso per il pregio della musica stessa ripetere ancora un simile evento in una piazza così fuori sincrono con la lirica, dove i vocalizzi dei cantanti spesso si iniettavano della musica house dei locali limitrofi, si rende quindi necessaria nel divenire altra collocazione, magari lontana anche solo poche centinaia di metri dal frastuono del marketing.
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