Auguri a piede libero
Oggi sono stato flagellato da 23 auguri, rispettivamente composti:
10 strette di mano
6 bacetti,
2 sorrisi generici delle cassiere del supermercato
5 e-mail
Non so, sto pensando di sporgere “denuncia augurale” contro noti e ignoti, ma devo prima consultarmi con il mio astrologo.
A tu per tu con L’Uomo Ragno
L’universo sconfinato della rete mi ha fatto conoscere Wilson Vieira, affermato e
celebrato autore e disegnatore brasiliano. Infinite le sue collaborazioni, dalla Marvel alla Bonelli, ha disegnato dall’Uomo Ragno al Piccolo Ranger, Tarzan, Diabolik. Ha vissuto e studiato a lungo in Italia per poi fare rientro in Brasile. Ora è docente di disegno artistico in Brasile, sceneggiatore, traduttore e naturalmente anche blogger.
Wilson, ti va di raccontare inizialmente qualcosa di te, per esempio quando è nata la passione per il disegno.
Il fumetto è stato considerato spesso un’arte meno nobile rispetto per esempio alla scrittura, ti sei mai chiesto il perché?
Ti va di raccontare qualcosa della tua esperienza alla Sergio Bonelli?
Volentiere, Gianluca…lavoravo già da tempo per lo Studio Staff di IF a Genova, per l’amico Gianni Bono, disegnando vari personaggi per varie case editrice, quando lui mi ha chiesto un bel giorno, di fare due tavole/prove per il personaggio Il Piccolo Ranger, cosa che ho fatte con molta passione…io uno sconosciuto disegnatore brasiliano facevo una prova alla Bonelli Editore….. sono rimasto veramente molto, molto felice di aver avuto questa possibilità, naturalmente l’ho afferrata con unghie e denti. Le prove sono state accette, tutto è andato bene e così ho disegnato degli episodi per la Bonelli. Ho un’immensa gratitudine verso Bono, perchè lui ha sempre creduto nel mio potenziale artistico, ed è stato proprio li a Genova nel suo studio che mi sono trasformato da dilettante a professionista del fumetto.
Da quando sono tornato in Brasile faccio soltanto lo sceneggiatore, questo cambiamento è stato naturale per me, le sceneggiature mi attragono da morire, mi piace andare a cercare certi temi, creare i personaggi e adesso che ho trovato un vero compagno di lavoro in Fred Macedo un bravo disegnatore brasiliano, collaboro anche per il sito italiano Progetto Fumetto scrivendo storie esclusive, abbiamo già pubblicato li Kwi-Uktena e Evolution, il bello di tutto questo è che le storie sono pubblicate in Italiano e pure in portoghese. Tra l’altro queste due storie sono già state pubblicate sulle riviste cartacea BDJornal in Portogallo e una sulla rivista argentina Con Hache e la rivista brasiliana Prismarte. Ho scritto già una ventina di storie che Fred gli disegnarà. Per il 2009 faremo insieme un’albo western con 140 paggine, prima per essere pubblicato qui in Brasile poi si vedrà. Ho anche già scritto una serie western con sedici episodi di 132 pagine ognuna. Racconterò la storia di un sopravissuto metticio della Guerra Civile Americana; mescolando la fiction e la realtá.Perdonami, ma ho curiosità molto banali, per esempio, com’è la tua giornata tipo? Quante letture di fumetti consumi in una settimana?
La prima cosa che guardi in un fumetto? Nel dettaglio, siete stati in tanti a disegnare l’Uomo Ragno, il tuo occhio critico riesce a cogliere tutte le differenza stilistiche impresse nel tratto del personaggio.
Domanda da sfera di cristallo: Il futuro del fumetto come lo vedi? Più cinema più televisione o più web? Rimarrà ancora a lungo su carta?
Wilson Vieira sul Web:
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http://brasilhq.ilcannocchiale.it/
lambiek.net/artists/v/vieira_wilson.htm
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Giusy Ferreri e le ingerenze
Anche i miei più cybernetici ricordi del Natale configurano il panettone come tipico e soffice pizzino indispensabile a comunicare il Natale nella sua dimensione più gastrica. Quest’anno qualcosa è cambiato, non è più così. In giro si vedono sempre meno panettoni, ed escludendo una trascendente e pandemica miopia una ragione ci deve pur essere. Una dieta globale, la crisi, l’ingerenza del pandoro o del Vaticano? Può darsi, cerco di pensarci sopra quando vengo investito da lei, Giusy Ferreri. Voi direte che diavolo c’entra Giusy Ferreri con il Natale? Ora che ci penso è dal mese di Novembre che Giusy è onnipresente nei fortini mediatici, sugli scaffali della grande distribuzione ..sono svariate settimane che quotidianamente vengo investito dalla sua canzone “Novembre”. Io che in questo periodo ero perennemente impegnato a scansare scatole di panettoni che tentavano proditoriamente di conficcarmi tra le mani. Quest’anno no! Che cosa sta succedendo? Al bar, sul luogo di lavoro, ogni volta che mando una e-mail, quando accendo la radio o cammino per strada c’è sempre un’apparecchio che trasmette il suo brano Novembre. La considero oramai il vero panettone di queste feste, il Giusy bambino di un Natale sempre meno da ingurgitare e sempre più auricolare. Salvato
il colesterolo dal panettone ora il pericolo incombe per le cellule neuronali e tutta la calotta cranica. Eh… non si riesce proprio a stare un po’ tranquilli, prima o poi c’è sempre qualcuno che ci vuole fare la festa….
La Parietti e la masturbazione di Stato
La Parietti annuncia: pronta ad entrare in politica con il Pd….
Con tutte le gnocche che arrivano alla Camera la masturbazione
diventerà presto monopolio di Stato…..
La dimensione ping pong
Confesso in questo impudica Domenica sera la mia sconfinata passione per il ping pong. Trattasi di passione che ha avuto origine in un’età pre adolescenziale per poi accrescersi con lo sbarco degli ormoni che nel giro di poco hanno soppiantato i neuroni facendone una carneficina. Non ho avuto bisogno di studiare la battaglia di Waterloo perchè l’ho vissuta dentro, nel mio territorio cranico, in quello spazio dove solo Freud la sua domestica e pochi altri potevano mettervi piede. Non leggevo, non studiavo, i compiti li completavo alle prime luci dell’alba, tutto questo perchè i miei pomeriggi erano anestetizzati dal ping pong. Sbarcavo al tavolo verde dell’oratorio nel primo pomeriggio lasciandolo non prima delle sette di sera, colleziondo non meno di 30 partite, vittorie e sconfitte equamente divise. Battute, rovesci, dritti, palline tagliate, la racchetta era la mia bacchetta magica, mi aiutava a respingere oltre che la pallina anche tutte le avversità della crescita. Un’arma ben foderata dalla gomma dietro la quale, per esempio, potersi nascondere, confesso che malgrado la mia stazza mi riusciva facile. Nel frattempo, venivo bocciato a scuola ma crescevo al ping pong, perché se la vita è anche una questione di tavoli, il mio tavolo era senza sedie con una rete in mezzo, una dogana verso quell’oltre che si faceva chiamare punto. Si è così rappresentato un mondo di rimbalzi, di punti strappati al bordo tavolo, di palline infrante contro la rete, di avversari che nel magistero dei ricordi sono diventati un unico grande avversario, quell’unica grande faccia da ping pong che tutti noi chiamiamo destino.
La nuova rivoluzione nel web: lo sbadiglio elettronico
Sono influenzato. Mi sono alzato fiacco come un cacciatorpediniere della seconda guerra mondiale l’ultimo giorno del conflitto. Attorno a me vedo solo tante macerie, tutti kleenex consumati nelle prime ore dell’alba, chiara, anche per tutto quel muco che ha tracimato dalle mie umili narici. Sono influenzato e qui mi ripeto, preceduto da una selva di sbadigli che tradiscono un sonno poco profittevole, così mi lascio cadere nel dubbio su quanti putrescenti bacilli del virus si saranno staccati dopo tutti questi contigui sbadigli. Chissà.. Avvolto in questa macrobiotica Domenica starnazzante kleenex sento il profittevole bisogno di condividere con te lettore questa mia sindrome influenzale, così passo in rassegna il mio quarto sbadiglio. Uno sbadiglio questa volta lento, pendente, per poi farsi dirompente, il labbro superiore si arriccia quasi sul baffo per poi ritornare redento sul natio labbro inferiore in un viaggio che pare quasi senza fine. Uno sguardo sovrano fuori dalla finestra ed ecco sopraggiungere il quinto sbadiglio, puntuale come un treno svizzero, circunnaviga l’oblio influenzale in un rapsodico e volumetrico raggio, uhauu…. per poi fare rientro in porto, proprio nel momento in cui forse si sta staccando dalla banchina il tuo primo sbadiglio. Dai… allora sono riuscito a farti sbadigliare? Uhauuu, non è difficile, anche le conchiglie prima o poi si aprono per far uscire il mollusco, non vorrai sentirti da meno,vogliamo produrci… e uno e due e tre, uhauuu. Sbadigliato? Ancora no? Insomma ti vuoi decidere a sbadigliare, sta per sopraggiungere il mio sesto sbadiglio e tu te ne stai ancora con le mani in mano? Per rendere ancora più mefistofelico questo post, sappi che in tutto questo tempo dopo ogni sbadiglio non ho mai messo la mano davanti la bocca, sarò almeno riuscito ad insufflarti parte della mia influenza via web? Se sì, sei pregato di fare altrettanto con altri lettori, ed è così che diamo ufficialmente il via alla virulenta catena degli sbadigli. Non sarò Bill Gates e nemmeno Larry Page e Sergey Brin, ma per dio, dopo Google e la posta elettronica sento di poter dire di aver creato qualcosa anch’io, lo sbadiglio elettronico. Sonni tranquilli a tutti e mi raccomando sbadigliate, sbadigliate…. Fatemi ricco, non solo di bacilli influenzali.
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