Archivio per Aprile 2008
La web idea di Visco
Aprile 30, 2008Il mio libro: Fugace ma non troppo
Aprile 30, 2008
Fugace ma non troppo….è il titolo del mio secondo libro.
Fugace ma non troppo, un breve viaggio tra alcuni miei post pubblicati nel passato,
più un racconto inedito “Il mistero dei Parra 1991”, ( racconta il rapporto surreale rappresentato in un teatro dell’assurdo tra un disegnatore e le sue vignette)
E’ un libro di sole 55 pagine, si legge tutto d’un fiato, per chi ha buoni polmoni… gratuitamente in pdf cliccando qui_ C’è anche il formato cartaceo, per ulteriori informazioni clicca qui
Tutto questo nulla
Aprile 30, 2008Forme di rispetto vocale
Aprile 30, 2008Tv Sorrisi e Barbareschi
Aprile 29, 2008Un sorso di primo Maggio
Aprile 29, 2008
Leggi il controcaffè di oggi : ilparra.
Si può dare di più….web
Aprile 29, 2008La “guerra” di Ruggeri: «Basta Internet»
Non parlategli di tecnologia. Enrico Ruggeri sa a malapena spedire una mail, «ma il computer me lo deve accendere qualcuno ». Ha un iPod «ma per caricare i 600 cd della mia collezione ho pagato mio figlio». Non è certo il tipo da perdere tempo navigando in Rete, «meglio leggere un libro, magari Simenon che trovo attuale per la sintesi; su Internet ci sono cose interessanti ma ci si perde».
Enrico Ruggeri ha detto che per caricare i 600 cd della sua collezione ha pagato suo figlio
Ci mancherebbe, è giusto che si paghino i diritti d’autore anche per le azzate che si dicono….
Ronaldo e Sircana
Aprile 29, 2008La rete intervista la rete / italiano - español
Aprile 28, 2008

Il blog del Parra, “L’officina dell’outsider” intervista il poeta messicano Humberto Garza, dal 1964 residente ad Houston. www.humbertogarza.com
Hai iniziato ad amare presto la poesia oppure è stato un amore più sofferto?
E’ da quando sono nato che amo la poesia, in quarta elementare recitavo nei saggi della fine dell’anno scolastico. Forse è il fatto di aver imparato a memoria dei poemi in quelle occasioni, che mi ha aiutato a scrivere con una certa facilità già a 11, 12 anni. Amici ed insegnanti mi davano alcune dritte su un tema ed io lo sviluppavo in verso con rima consonante senza alcuna fatica.
Mi piace molto la tua poesia “ Extraterrestre ”, è un viaggio per immagini che sanno rapirti, come ti è nata l’idea di scriverla?
Scrivere Poesia è come andare a pesca; a volte uno si porta a casa un bel pesce grosso e a volte torna a casa a mani vuote. “Extraterrestre” è scritta in versi semiliberi. Il mio scopo in questo poema era quello di descrivere una “amica” dalla condotta più bislacca che “El extranjero” di Alfredo Camus. Io, spoglio di metro e ritmi predefiniti e con il sostegno del virtuosismo poetico pieno di tragica bellezza che a volte ci assiste quando componiamo… Le immagini, metafore e frasi forti sono arrivate in modo tale che quasi non ci fu la necessità di controllarla. Non l’ho riletta più di dieci volte quando ho fatto le correzioni.
Una domanda forse un po’ insolita: Quando ti rendi conto che una poesia è terminata?
Sono uno di quei poeti che non ritengono mai i loro lavori completamente compiuti. Posso arrivare a ritenerli semi – accettabili, ma mai compiuti. La Poesia ha molti elementi che, tralasciati o disattesi, possono fare diminuire e persino oscurare il suo fascino. Il poeta, come gli altri professionisti, è in costante evoluzione, e quello che ieri ritenevamo ideale e quasi perfetto, nel giro di qualche mese può sembrarci incompleto e senza sostanza. E’ da bilioni di anni che la natura perfeziona le sue opere. Lei crea capolavori. Noi… abbiamo soltanto una vita breve per creare capolavori. L’impegno che ci mettiamo nel cercare di creare capolavori è quasi inutile. In particolare quando scrivere non è il mestiere che ci dà da mangiare.
A scuola da bambini ti insegnano ad imparare le poesie a memoria, secondo te è il modo migliore per avvicinarsi alla poesia?
La natura umana è un’immensità di stravaganze e diversità, i bambini malgrado la loro apparente innocenza e malleabilità non sono un’eccezione. Se a un bambino furbetto gli si fornisce degli epigrammi o poemi umoristici… si seminerà un seme in terreno fertile. La stessa cosa accade se a un bambino di natura romantica fornisco dei madrigali e poemi di carattere amatorio. Lo stesso accade se a un bambino bellicoso ed energico gli fornisco dei poemi epici. All’essere umano piace imparare a memoria le cose che gli piacciono, la poesia è varia e ce n’è per tutti, ma va seminata con cura. Se costringo una mente infantile ad imparare a memoria temi che non sono di suo gradimento, quella mente non soltanto finirà per odiare la Poesia, ma odierà anche il reclutatore di recitatori di poesie.
Non posso sfuggire la domanda: quali sono i tuoi tre poeti preferiti e quali aggettivi daresti ad ognuno?
Shakespeare, Lorca e Swinburne.
William Shakespeare è Dio. Dubito che ci sia un poeta che abbia maneggiato o riesca a usare un vocabolario così forbito come ha fatto lui. La sua padronanza nel dotare ognuno dei suoi personaggi dell’espressività idonea e la sua magistrale eloquenza poetica gli consentirono di diventare signore e padrone del repertorio teatrale mondiale. L’ultimo poeta che morirà nella memoria umana…sarà Shakespeare.
Federico Garcia Lorca è il Poeta. Dopo Shakespeare detiene lui il secondo posto nel repertorio teatrale mondiale. Non è mai stato bravo a scuola e questo lo si capisce da errori tecnici e temperamentali che vengono fuori in maniera molto velata nelle sue opere e che soltanto un esperto può individuare. La forza delle sue metafore e la dimestichezza nello scrivere frasi forti e geniali lo renderà “Intoccabile” nei secoli dei secoli!
Algernon Charles Swinburne. Re del Ritmo, Metro e Rima. Mai poeta sarà in grado di sottoporsi a ferree regole e raggiungere la spontanea eccellenza come fece lui. Non ci saranno mai due Swinburn! Coloro che vogliono scrivere perfettamente devono rivolgersi a lui.
En español
¿Cuándo descubriste tu amor por la poesía?
Nací amándola, desde que estaba en cuarto año de
enseñanza primaria declamaba en festivales escolares;
el memorizar poemas para recitar en dichos eventos
posiblemente fue lo que me ayudó a versificar con gran
facilidad al principiar a escribir; esto empezó a
suceder cuando yo tenía 11 ó 12 años. A esa edad,
amigos y profesores me esbozaban un tema y yo lo
desarrollaba en verso rimado consonantemente sin
esfuerzo alguno.
Me gusta mucho tu poesía “ Extraterrestre “, es un
viaje a través de imágenes cautivadoras ¿cómo se te
ocurrió escribirla?
Escribir Poesía es como ir de pesca; en ocasiones
regresa uno con un buen pez a casa, en otras regresa
con las manos vacías. “Extraterrestre” está escrita en
verso semi-libre. En ese poema mi objetivo era
describir a una “amiga” de conducta más extraña que;
“El extranjero” de Alfredo Camus. Yo, libre de metro y
ritmo predefinidos y con el apoyo de la pirotecnia
llena de trágica belleza que a veces nos asiste al
componer… Las imágenes, metáforas y frases fuertes
llegaron de tal modo que la necesidad de revisión fue
mínima. No le di más de diez repasos al hacer
correcciones.
Una pregunta quizás algo insólita. ¿Cuándo
consideras que una poesía está terminada?
Soy de los poetas que jamás consideran sus trabajos
completamente terminados. Puedo llegar a considerarlos
“semi-aceptables”, pero nunca terminados. La Poesía
tiene muchos elementos que de ser pasados por alto o
desatendidos, llegan a disminuir y hasta oscurecer su
atractivo. El poeta, al igual que el resto de los
profesionistas, evoluciona constantemente, y lo que
ayer veíamos como ideal y casi perfecto; al cabo de
unos meses puede resultarnos incompleto y hasta
insustancial. La naturaleza tiene billones de años
perfeccionando sus obras. Ella crea excelencias.
Nosotros… sólo tenemos una corta vida para crear
“excelencias”. El empeño que ponemos al tratar de
crear grandiosidades es casi inútil. Especialmente
cuando el escribir no es el oficio que nos brinda el
sustento diario.
En el colegio a los niños les hacen aprender las
poesías de memoria, según tu opinión ¿es el mejor modo
para acercarse a la poesía?
La naturaleza humana es una inmensidad de
extravagancias y diversidades; los niños, a pesar de
su aparente inocencia y plasticidad no son la
excepción. Si a un niño pícaro le suministro epigramas
y poemas humorísticos… voy a sembrar semilla en
terreno fértil. Lo mismo va a suceder si a un niño de
naturaleza romántica le suministro madrigales y poemas
de carácter amatorio. Igual va a ocurrir si a un niño
beligerante y enérgico le procuro épicas. El ser
humano gusta memorizar cosas que le agradan; la poesía
es heterogénea, tiene para todos; pero debe ser
sembrada con cuidado. Si pongo una mente infantil a
memorizar temas que no es de su agrado, esa mente…
no sólo va a odiar la Poesía, va a odiar al reclutador
de rapsodas también.
No puedo evitar preguntarte quiénes son tus tres
poetas favoritos e con qué adjetivos definirías a cada
uno de ellos.
Shakespeare, Lorca y Swinburne.
William Shakespeare es Dios. Dudo que poeta alguno
haya amasado o logre amasar un vocabulario comparable
al de él. Su destreza para dotar con la expresividad
adecuada a cada uno de sus personajes, y su magistral
elocuencia poética lo hizo amo y señor del repertorio
teatral mundial. El último poeta que va a morir en la
memoria humana… va a ser Shakespeare.
Federico García Lorca es el POETA. Después de
Shakespeare, él ocupa el segundo lugar en el
repertorio teatral mundial. Nunca fue buen estudiante
en la escuela, esto se exhibe en errores técnicos y
temperamentales que se proyectan… tan sutilmente en
sus obras, que sólo un iniciado los puede detectar. Su
fuerza metafórica y habilidad para escribir frases
fuertes y geniales lo mantendrá ¡“Intocable” por los
siglos de los siglos!
Algernon Charles Swinburne. Rey del Ritmo, Metro y
Rima. Jamás poeta alguno va a ser capaz de someterse
a tantísimo constreñimiento y lograr la excelsitud
espontánea que logró él. ¡Nunca habrá dos Swinburnes!
Quienes quieren escribir perfecto, deben ir a él.










