Il calcio nel pallone…
Da tempo non credo più nei rimbalzi del pallone, non credo che siano più rimbalzi regolari. Il calcio è divenuto oramai un sistema di potere come la televisione, le squadre sono un network, i giocatori sono il palinsesto. E’ l’unica forma di varietà che ancora funziona, la Champions League è il nostro Sanremo infrasettimanale, l’ugola degli opinionisti ha sostituito quella dei cantanti, le gambe della Canalis in questo mondo catodicamente espanso contano quanto quelle di kaka, le urla dei telecronisti sono simmetriche a quelle dei comizi politici, i tatuaggi di Materazzi presto o tardi finiranno alla Triennale. Le dimissioni di un allenatore contano più per la portata mediatica che scatenano che per il gesto in se. Siamo tutti infarciti di opinioni da Ipod spese tra uno spot e l’altro, presto o tardi nell’album Panini finiranno anche le starlette che se la fanno con i giocatori, tutte suddivise per squadra e categoria. In fondo sono loro che faticano più di tutti da quando la serie A ha 21 squadre.
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