Storie di ordinaria follia….
Arrivo trafelato al Bancomat, sarà capitato a tutti, devi prelevare, correre a fare la spesa, magari un po’ stressato dalla giornata non propriamente edificante e poi che succede…. I Pooh. Infilo il bancomat nell’apposita feritoia, entro nel locale e sono investito dalle note di una canzone dei Pooh. Lo confesso subito, non mi piace la loro musica e questo è indubbiamente un’aggravante, così, asperso tra la loro melodia caramellosa, che vorrebbe forse farti innamorare del bancomat, ricordare il codice e seguire le procedure diventa una fatica inenarrabile. Oltretutto il volume della musica è alto…. che cosa posso ancora dire se non domandare il perché di tutto questo? L’istituto dovrà anche pagare la Siae, quindi è facile pensare che con il mio conto contribuisco a pagare i diritti di una musica come nel caso dei Pooh non mi piace. Finita la canzone c’è la pubblicità della banca, poi un altro brano, questa volta è il turno di Ramazotti, per fortuna sto per uscire… Una cosa è certa, i diritti dei consumatori non li paga la Siae.
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