Perché i commenti di Bagni o Boniek? Ma… perchè Aldo Grasso
L’Italia perde malamente contro l’Egitto e suscita cattivi pensieri: perché Lippi? (ma non è di nostra competenza), perché Bagni? perché Boniek? Sono talmente scarsi che uno si pone la domanda delle domande: chi li ha raccomandati? Ho appena finito di leggere un interessante libro sul rapporto fra politica e tv in Italia: «La guerra dei trent’anni» di Franco Debenedetti e Antonio Pilati (Einaudi).
Il libro (di cui il Corriere ha già parlato) affronta uno dei nodi centrali del nostro paese: la questione televisiva. Che, per una serie di circostanze (la lottizzazione, l’ingresso in campo di Berlusconi, il passaggio dal monopolio al duopolio, l’opposizione dell’Ulivo, la Rai come bottino dei vincitori, i nuovi scenari mediatici, ecc), la pongono al centro di una singolare anomalia: «Una guerra di potere travestita da guerra di religione». L’esercizio più difficile per uno studioso di tv è di spiegare a colleghi stranieri la situazione italiana. Per tanti versi incomprensibile: dalle nomine dei direttori dei Tg e delle reti Rai fino alla decisione di scegliere il «terrestre» (e non, ad esempio, il satellite) per il doveroso passaggio al digitale. Personalmente preferisco giudicare un sistema editoriale dai prodotti che sforna (una casa editrice va giudicata dal suo catalogo non dalla sua proprietà), ma questa storia politica della tv risponde a molte questioni che anche uno spettatore (utilizzatore finale) si pone.
«La guerra dei trent’anni», però, si fonda a sua volta su una anomalia. Antonio Pilati è stato uno dei grandi ispiratori della Legge Gasparri, e questo nel libro non si dice (se non ricordo male ai tempi era anche membro dell’Autorità garante delle Comunicazioni). Ne consegue che metà dell’opera risponde al famoso canone dell’oste che parla bene del suo vino. Perché Bagni? Perché Boniek? Perché…
Aldo Grasso (Corriere.it)
La mia domanda è la seguente: Perchè Aldo Grasso?
Presi per il meteo….
Lo giuro, non mi sono mai fidato del tempo… del tempo come spazio geometrico e temporale, c’è chi dice che il tempo cancella tutti i mali, sbianchetta le nevrosi delle nostre vite, non ne sono mai stato particolarmente convinto. In fondo il tempo è un’appendice verso la quale possiamo al massimo garantire la nostra solare impotenza, è lui il sovrano e noi i suoi sempiterni sudditi. Verso le previsioni del tempo, al contrario, qualche granulare affidamento l’ho sempre fatto, in fondo l’uomo è stato sulla Luna, almeno così ci dicono, la bellezza di 40 anni fa. Saranno in grado di dirci che tempo farà da qui a due giorni? Era venerdì 29 Maggio, la succulenta prospettiva di un lungo ponte da trascorrere sulla riviera romagnola, consulto tutti i siti meteo immaginabili e tutti garantiscono per i giorni seguenti un tempo parzialmente nuvoloso a tratti soleggiato, ma quel che conta niente pioggia. Detto fatto, se il Sabato il sole è stato il comprimario e a tratti protagonista della giornata, la Domenica e il Lunedì sono stati funestati da una persistente e “neurologica”. Tutti i siti di meteorologia che ho consultato in rete hanno preso un colossale granchio, sempre che non si voglia essere maliziosi …. chissà, forse dare notizie di brutto tempo è assai inopportuno per gli amanti spendaccioni dei lunghi ponti.
L’odissea delle casse fai da te al supermercato
Indovinello:
Se entri in un supermercato a fare la spesa, chi sei? Un cliente…. non solo, ora anche cassiere. Per noi pigri si è infranto l’ultimo tabù. Riepilogo della mia giornata balneare di ieri, dopo quattro bracciate, una camminata sul bagnasciuga, con leggera grigliata al naso, ecco la spesa alla Coop. Riempito il cestello come un buon consumatore che si rispetti, tra futile, meno futile e “quasi indispensabile” come la carta igienica, mi avvicino quatto quatto alle casse, un po’ stanco, ma sempre con lo sguardo dell’uomo che non deve chiedere mai. La sindrome “briatorica” mi colpisce solo tutte le volte che indosso le infradito con un paio di ore di sole sul coppino…. Uno sciame di gente si è raggruppata in prossimità delle casse per i cestelli, mentre le restanti casse tradizionali sono affollate da altri clienti con i carrelli a loro volta surgelati dai tanti surgelati ospitati dentro. Escludendo la presenza di Miss Italia o di miss muretto in prossimità delle casse da cestello, scartata anche qualche altra ipotesi meno ludica, noto subito che la ragione di tale assembramento è dovuta al fatto che si tratta di casse automatiche, fai da te. Azz… così, punto le mie infradito nella direzione delle casse automatiche e aspetto non troppo pazientemente il mio turno. Ora, è notoria la poca disponibilità degli italiani a pagare le tasse, ed anche in quelle automatiche del supermercato i malesseri non sono da meno. C’è il cliente al quale il lettore ottico della cassa non legge il codice a barre del pane, quello che ha difficoltà con il pos, un turista francese che non sa nemmeno come muoversi davanti alla tastiera e due povere addette che scorazzano tra le otto casse automatiche come due suorine della Croce Rossa in un ospedale militare. Dieci minuti e arriva il mio turno, appoggio il formaggio sul lettore, attendo solo qualche istante per accertarmi che è stato letto il codice e il sistema si blocca invitandomi a ripetere l’operazione. Chiedo soccorso alla “suorina”, la quale gentilmente mi risparmia due schiaffi e mi sollecita ad essere più rapido altrimenti il sistema si blocca. Ah.. quindi oltre a fare il cassiere devo anche essere rapido, magari passare il mocio nei dintorni… rassettare qua e là. Quanto sono lontani i tempi in cui si diceva che il cliente ha sempre ragione, ora anche per fare il cliente bisogna proprio sudarsela… mentre la ragione è finita nelle periferie di un buon senso comune.
L’eccesso di colesterolo della rete
Da almeno 10 giorni la mia vita non è più la stessa… parlo della mia vita cybernetica e che avevate capito? In ogni portale di notizie in cui mi capita di navigare c’è lui, Little Tony. La sua immagine nel giro di qualche istante si irradia su tutto il monitor come in un vegliardo Cantagiro degli anni 60, talvolta si materializza un mini spot, dove l’uomo dal colesterolo facile, anticiclone di Elvis in un’epoca remota, ci tiene a farci sapere che Danacol riduce il colesterolo in eccesso. La tenerezza del suo sguardo provato dal tempo e da qualche inciampo di salute mi porterebbe subito a ringraziarlo per l’informazione, se potessi gli offrirei anche un birra, se solo la sua sovraesposizione internettiana non esondasse oltre ogni limite. Oramai l’infausto colesterolo eccede sui portali di Repubblica, Corriere, la Stampa, Il Sole 24 ore… producendo uno tsunami colesterolico senza precedenti. Soffermandomi sulla confezione del prodotto leggo del concorso che offre l’opportunità di vincere un viaggio negli Usa così da assistere al concerto di Little Tony alle cascate del Niagara.. Alle cascate del Niagara??? Cioè, tu mi regali un viaggio alle cascate del Niagara e mi costringi ad assistere ad un concerto di Little Tony? Meglio soli a Gabice Mare…
Photoshop alla napoletana
Champagne per brindare a un incontro…
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